Cucina italiana nel mondo: fatturato a 251 miliardi, obiettivo 300 miliardi entro il 2030

La cucina italiana continua a crescere nel mondo. Oggi vale già 251 miliardi di euro. E secondo molte analisi potrebbe raggiungere i 300 miliardi entro il 2030. Un traguardo vicino, spinto dal recente riconoscimento Unesco e da una domanda globale che non accenna a fermarsi. Ma cosa rende così forte questo settore? E quali sfide deve affrontare?

Un patrimonio da 251 miliardi che punta ai 300

La stima arriva da una ricerca Deloitte presentata durante il Forum della Cucina Italiana organizzato a Manduria. Secondo i dati, la Cucina italiana nel mondo genera oggi 251 miliardi di euro. Se si confermerà la crescita del 4,5% registrata lo scorso anno, il settore potrà arrivare a 300 miliardi in tempi brevi.

Questo riconoscimento economico si lega al valore culturale appena ottenuto: la cucina italiana è diventata da pochi mesi Patrimonio immateriale dell’Umanità Unesco. Un passaggio importante che sta rafforzando l’immagine del Made in Italy nel mondo.

Stati Uniti e Cina guidano il mercato con 80 miliardi ciascuno

Uno dei dati più sorprendenti riguarda la distribuzione geografica. Gli Stati Uniti erano considerati il mercato principale da anni. Ma oggi si scopre che la Cina ha raggiunto lo stesso livello.

  • Fatturato ristorazione italiana negli USA: 80 miliardi di euro
  • Fatturato ristorazione italiana in Cina: 80 miliardi di euro
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Si tratta delle due aree che guidano con forza la crescita globale. Ma c’è un punto da chiarire. Gran parte di questo valore non deriva interamente da ingredienti italiani. Molti ristoranti usano prodotti locali o imitazioni di quelli originali.

La minaccia dell’Italian sounding

La ricerca Deloitte evidenzia anche un limite del settore: la presenza massiccia di prodotti che imitano quelli autentici. L’Italian sounding continua a influenzare il mercato. Etichette e nomi che richiamano l’Italia, ma che non hanno nulla a che fare con ingredienti, tecniche o controlli italiani.

Secondo diversi esperti, questo fenomeno riduce l’impatto delle esportazioni reali e crea confusione nei consumatori. Ma nonostante ciò, la base di mercato è molto solida e può diventare un punto di partenza per aumentare la presenza dei prodotti autentici.

La posizione del ministro Lollobrigida

Durante il Forum, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha sottolineato una sfida chiave. I prodotti che imitano il Made in Italy spesso hanno prezzi più bassi rispetto a quelli originali. Questo spinge molti consumatori a sceglierli senza conoscere le differenze reali.

Il ministro ha ricordato che i prodotti italiani seguono regole ambientali e lavorative più rigorose. Inoltre, hanno una qualità più alta, che inevitabilmente comporta un costo maggiore. Per questo è necessario comunicare meglio il valore del Made in Italy.

Valorizzare la qualità italiana nel mondo e in Italia

La strategia indicata al Forum va in due direzioni.

  • Promuovere la qualità italiana nei mercati internazionali
  • Rafforzare il consumo di prodotti autentici anche in Italia

Un punto interessante riguarda le mense scolastiche. L’obiettivo è introdurre più prodotti DOP e IGP per educare anche i più giovani al valore della qualità agroalimentare italiana.

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Il nodo logistico indicato da Coldiretti

Secondo Ettore Prandini, presidente di Coldiretti, la crescita non può basarsi solo sulla qualità. Serve anche migliorare il sistema logistico. Trasporti più efficienti permetterebbero di sostenere meglio l’export e affrontare la concorrenza globale.

Un settore in corsa, tra opportunità e sfide

La cucina italiana gode di una forza straordinaria. Ha una storia profonda, un’identità riconosciuta ovunque e una domanda che continua a crescere. Ma per trasformare davvero quei 251 miliardi in un valore pienamente italiano, sarà necessario lavorare su comunicazione, tutela dei prodotti e logistica.

L’obiettivo dei 300 miliardi entro il 2030 è concreto. Ma richiede un impegno collettivo per proteggere il patrimonio gastronomico e farlo brillare su ogni tavola del mondo.

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Giulia R.
Giulia R.

Giulia R. è una appassionata di cucina e mamma a tempo pieno. Nel suo tempo libero ama sperimentare ricette nuove, cercando sempre di integrare ingredienti freschi e di stagione. Scrive articoli su www.cosebimbi.it per condividere la sua esperienza in cucina e i suoi consigli pratici per le famiglie.